18 febbraio 2011
LIPARI, i miracoli delle Terme.
LIPARI, i miracoli delle Terme
Pochi minuti di navigazione e raggiungiamo Lipari, l'antica Meligunis, la più grande e popolosa dell'arcipelago (circa 38 km²), capoluogo comunale per 6 delle 7 isole Eolie (tranne Salina). Abitata fin da tempi antichissimi, ancora oggi entro il perimetro delle mura dell'Acropoli, denominata Castello, circondata dalle ben conservate mura spagnole, vi sono ampie tracce di popolazioni del Neolitico, dell'Età del Bronzo, Greca e Romana, testimoniate da numerosi ritrovamenti archeologici. Consigliata la visita al Museo Archeologico, uno dei più famosi al mondo, suddiviso in diverse sezioni; Lipari è una fra le poche località del Pianeta a vantare circa 6.000 anni di storia ininterrotta.
Il BIANCO della pomice e il NERO dell'ossidiana sono i colori che ho scelto per Lipari: oltre il 20% dell'isola, infatti, lungo la costa nord orientale è costituito da giacimenti di pietra pomice, situati tra le località di Canneto e Acquacalda, dove la montagna immacolata si tuffa nel mare, facendo assumere alle acque sfumate tinte azzurrognole da fare invidia alle più celebrate mete caraibiche.
Il periplo di Lipari va compiuto con piccole imbarcazioni (le trovate a Marina Corta), possibilmente con mare calmo, per poter entrare anche nelle insenature più strette e nelle grotte più anguste, in un gioco di luci unico e indimenticabile.
Ma è nell'interno dell'isola che la visita si fa più interessante, ad esempio l'escursione al Belvedere Quattrocchi, nei pressi di Pianoconte, una sorta di balcone naturale con vista mozzafiato sulle coste a picco di Valle Muria, dei faraglioni e sullo sfondo Vulcano, la Sicilia e l'Etna, in un sensazionale tripudio cromatico. Anche a Lipari non mancano fenomeni endogeni sotto forma di fumarole, solfatare e sorgenti termali: le fumarole più note sono quelle di Bagnosecco, mentre sorgenti termali si trovano nelle località Bagnicello, Fontanelle, Pietre di Fuardo e Castellaro.
Le più rilevanti, tuttavia, sono le Terme di San Calogero, dove è stato scoperto l'impianto termale più antico del mondo, costituito da un insieme di canalizzazioni con annessa caldaia, risalenti al XVII Secolo A.C., durante la Civiltà Eoliana. Oggi le terme non sono funzionanti e versano in uno stato di abbandono che lascia nel visitatore un misto di pena e di rabbia; è previsto da anni il restauro delle terme, ma non è noto se e quando questo meraviglioso impianto sarà interamente fruibile dalla collettività.
Le Terme di San Calogero sono aperte solo grazie al contributo volontario di Mimmo Mammana, un liparota appassionato della cultura della sua isola, il quale, in dieci minuti di visita, vi racconterà la storia dell'umanità, attraverso quella delle terme.
Parlerà di soldati romani moribondi per le gravi ferite di guerra, miracolosamente guariti con le acque termali, di assassini il cui corpo viene gettato nei crateri dei vulcani attivi delle Eolie, affinché la loro anima raggiunga direttamente gli inferi; della vita di San Calogero, originario dell'Asia Minore, il quale, giunto a Lipari, per mettere in fuga i diavoli annidati nella località fa sgorgare miracolosamente quelle sorgenti benefiche, a conforto dei sofferenti. Forse si tratta di leggende, ma l'analisi chimica delle acque, effettuata anche di recente, ha classificato le stesse fra quelle ipertermali salso-solfato-bicarbonato-sodiche, sgorganti ad una temperatura di circa 60°, in grado di curare artriti, dermatiti, psoriasi, acne, erpete, crosta lattea, scabbia, sicosi, diatesi foruncolare.
Testo narrativo tratto da pubblicazione di Ermanno Sommariva
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17 settembre 2009
Isole Eolie . Con l'Aeolian Dolphin Research, Milazzo e le isole Eolie su Euronews
http://it.euronews.net/2009/09/10/la-minaccia-dell-inquin...
E' una giornata di settembre tersa nel nord della Sicilia. La nave dell'associazione Aeolian Dolphin Research di Milazzo sta attraversando con Laura Abbriano e i suoi amici i paesaggi magici delle isole Eolie. Le acque calde di questo mare sono molto apprezzate da delfini e balene. Ma la crescita del turismo e dello sviluppo industriale potrebbero gravemente danneggiare i cetacei. Problemi che secondo Laura possono colpire prima tutto i mammiferi ma che in seguito, potrebbero essere una minaccia per il resto della fauna marina: "Studiamo i cetacei- dice Laura Abbriano - perchè sono animali che si trovano in cima alla catena trofica e quindi sono animali che ci permettono di capire lo stato di salute del nostro territorio e del nostro fondale marino". Come tutti gli ecosistemi della natura, anche quello marino si basa su un equilibrio delicato tra gli organismi che lo abitano. Qualsiasi tipo di intoppo nella catena alimentare causa delle conseguenze immediate su altre specie. Le minacce sono moltissime, soprattutto quelle causate dall'uomo. Tra le più gravi, anche perchè è tenuta poco in considerazione, è l'inquinamento acustico.
Qui all'acquario di Barcellona, gli abitanti del mare sono ben protetti da un vetro spesso nelle loro vasche. Ma in mare aperto la fauna è sottoposta minacce di ogni tipo: "Quello che bisogna capire - sottolinea Michel André, coordinatore della missione LIDO - è che alcuni organismi marini che vivono nel loro habitat da milioni di anni si sono adattati all'ambiente grazie alle informazioni sonore che hanno ricevuto. Parliamo in particolare di mammiferi marini, cetacei, balene e delfini che utilizzano il suono per tutte le loro attività. Se viene contaminata una fonte sonora, viene preclusa agli abitanti del mare la buona ricezione di un'informazione e di conseguenza questo mette in pericolo tutta la loro vita".
Per i cetacei, il suono è il mezzo primario per conoscere un ambiente, per comunicare e per spostarsi. Non possono affidarsi a nessun altro senso. I forti rumori provocati dall’uomo, come i suoni di strutture industriali, militari o della Marina, possono traumatizzare i cetacei e renderli incapaci di captare suoni fondamentali per la loro sopravvivenza.
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05 settembre 2009
Lipari l'aviosuperficie, una realtà irrinunciabile
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01 aprile 2009
Da Milano in linea Clara Raimondi. Edda e Leonida, gossip d'altri tempi. Intervista a Marcello Sorgi
Esce oggi in libreria "Edda Ciano e il comunista. L'inconfessabile passione della figlia del duce", un saggio storico di Marcello Sorgi edito da Rizzoli che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant'anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani: la storia d'amore che ha legato Edda Ciano, la figlia del Duce, e Leonida Bongiorno, il capo del partito comunista di Lipari nel dopoguerra. Marcello Sorgi, noto giornalista ex direttore de La Stampa di Torino e affezionato frequentatore estivo delle isole Eolie, ha abilmente raccolto uno spunto del Centro Studi di Lipari calando questa bella e appassionata storia d'amore, purtroppo priva di lieto fine, nel contesto storico-politico del suo tempo.Gentilmente l'autore ha accettato di rispondere alle nostre domande sul suo libro in uscita quest'oggi.
D: Oggi esce il suo libro "Edda Ciano e il comunista", com'è nata l'idea di scrivere questa storia?
R: Tutto nasce dal fatto che ho casa a Lipari e quindi sono una specie di liparoto acquisito da una decina d'anni: a Lipari ho conosciuto i fondatori del Centro Studi eoliano e sono loro, soprattutto Nino Paino, che mi hanno messo sulle tracce di questa storia. Io ero partito con l'idea di scrivere dei confinati politici durante il fascismo, che erano tanti a Lipari, erano migliaia. Poi invece Nino mi ha detto: "Ma perché invece dei confinati non ti occupi di Edda?" Io non sapevo neanche che Edda fosse stata confinata a Lipari e Nino ha aggiunto: "Non solo Edda fu confinata a Lipari ma c'è questa storia che nessuno ha mai raccontato che ebbe anche una relazione con un comunista, un capo-comunista di Lipari".
D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l'ha spinta a rompere il "muro del silenzio" e soprattutto come ci è riuscito?
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E' rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. L'articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e "non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l'aitante Leonida Buongiorno". Lo stile giornalistico allora era un po' più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l'indizio c'era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a "Ellenica", che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell'Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell'800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell'Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l'ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. E' stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. E' stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d'amore troppo impegnative fanno anche paura.
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia.
Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell'Italia quando il fascismo è caduto: in quell'Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, "la gettano in un lurido tugurio". Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata "adottata" dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino. Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all'arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino. E poi le accuse: lei era andata al confino con un'ordinanza che l'accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. C'è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari.
Accanto all'aspetto sentimentale della storia poi c'è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione. Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere "mio caro e unico comunista ti amo assai", e ancora "mio caro fidanzato non pensate che l'amore sia molto più importante della politica". Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un'esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c'era la seconda guerra mondiale. E' abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c'è una distanza incredibile tra lei e lui. Anche in questo senso il libro ci dà un'idea del clima politico dell'epoca.
D: Secondo lei i turisti di oggi che vantaggi possono trarre dalla conoscenza del passato delle isole Eolie?
R: Se parliamo delle isole Eolie, certamente tutto quello che contribuisce a far conoscere la storia di queste isole, che è molto ricca, aggiunge valore alla visita. Le Eolie sono un paradiso naturale e uno dei posti più belli del mondo: si possono fare tutti gli sport ma è anche un posto ricco di storia, che parte dalle guerre puniche per arrivare ai confinati come Edda Ciano. Ad esempio la storia ha voluto che la vedova di colui che aveva organizzato l'assassinio dei fratelli Rosselli si sia messa con il figlio di quello che aveva fatto scappare uno dei due: Edoardo Bongiorno, il papà di Leonida, ha dovuto rispondere alla polizia fascista dell'aiuto che aveva dato a Carlo Rosselli.
I fondatori del Centro Studi di Lipari - Paino, Allegrino e Saltalamacchia - fanno un lavoro
pazzesco, tutto basato sul volontariato: il festival del cinema, la pubblicazione dei libri, il prezioso lavoro con gli autori locali coordinato dal professor Giuseppe Iacolino. La memoria delle Eolie deve moltissimo a questo lavoro, ma i mezzi sono limitati. Le autorità (il sindaco, il Comune) dovrebbero capire che un investimento in cultura è anche un investimento sul turismo delle isole Eolie. A Lipari spesso i turisti non sanno neanche che c'è uno dei più bei musei archeologici della Sicilia, quello fatto da Bernabò Brea.
PER SCARICARE LE PRIME PAGINE DEL LIBRO e/o LA VERSIONE STAMPABILE IN PDF DELLINTERVISTA CLICCA QUI
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28 marzo 2009
Lipari Isole Eolie - Un grande uomo, di nome e di fatto. Leonida Bongiorno:
Un grande uomo, di nome e di fatto. Leonida Bongiorno: il Comunista delle Eolie che fece “innamorare” Edda Ciano, la figlia
del Duce. Un fisico da gigante ed una mente importante. Partigiano, comunista, professore d'inglese, operatore turistico con delizioso albergo e ristorante costruito sul mare, come una palafitta e progettato direttamente da lui compreso il pontone usato per conficcare la struttura nel nel “Suo mare”, sopra il “Suo mare”.Il ristorante che battezzo’ “Mistral”, in onore del vento a Lui più gradito. Ha vissuto avanti con i tempi.
Questo è stato Leonida Buongiorno, l'uomo che amò e fu amato appassionatamente da Edda Ciano, la figlia del duce che nel 1945 venne a Lipari a “pagare il confino-politico”.
Fascismo e comunismo, innamorati teneramente, senza nessun saluto politico, ma semplicemente mano nella mano, fra i campi di grano o nelle splendide nuotate nella scogliera di "Sutto o Palu", o alle sabbie nere di Vulcano, dove la bella Edda si abbronzava con uno dei primi due pezzi mozzafiato per i tempi, o nella terrazza della “Casa dei Sogni”, sul “Timparozzu”, l’attuale via Garibaldi.
Alla appassionante storia d’amore, il giornalista di Palermo, Marcello Sorgi, ha dedicato il volume “Edda Ciano e il Comunista. L’inconfessabile passione della figlia del Duce”.
Da vacanziere eoliano, con villa all’Altra Pecora, tra un bagno e l’altro, è andato a scovare antiche carte e lo sconosciuto amore. E ha rievocato le frasi ora travolgenti, ora spassionatamente tenere che i due innamorati si scambiavano a messaggi della loro unione. Lipari ha vissuto e custodito questo segreto, ma è giusto e storicamente naturale che sia venuto alla luce e senza ripercorrere i tempi e la storia del momento è necessario far sapere a tutti cosa è l'amore, cosa era Edda Ciano innamorata e sopratutto come era fatto nel "Suo Io" il professore, grande uomo di nome e di fatto, "gigante buono" che alle Eolie manca tanto, veramente tanto.
Edda e Leonida, perdutamente innamorati nelle vulcaniche Eolie. Nel ricordo di questo amore, il professore Leonida negli anni seguenti fece costruire un monumento di pietra in Piazza Mazzini, a Lipari, con frasi omeriche scolpite a mano da lui stesso, dove Edda e Leonida si chiamano “Ellenica e
Baiardo”, o se preferite Circe e Ulisse.
Il libro di Sorgi parla dell'amore oltre la visione politica. Le Eolie iniziano a tornare indietro con gli anni e ricordare il compagno Leonida che era sempre primo anche nei funerali, dove per chiunque trovava parole cariche d'amore e sincere lacrime prima di seppellire la bara.
Per il professore Leonida, l'amore è sempre venuto prima di ogni cosa.
Così in questa storia eoliana, aperto lo zaino dei ricordi, si ricostruisce un bene naturale che è stato un amore temporaneo come le raffiche di vento che spesso Eolo trasporta in queste isole.
La casa paterna della famiglia Bongiorno è "Supra u Timparozzu" e sotto le mura del Castello di Lipari che racchiude la cattedrale di S. Bartolomeo, patrono delle Eolie ed il Museo archeologico. Ancora oggi è meta di innamorati che si inchinano all'amore senza politica, al rumore degli zoccoli usati allora come forte suono allo struscio ed alla personalità di chi li calzava.
Così Edda, ha cercato nel rifugio amoroso di questo liparoto, "gigante e buono", la forza della vita al sole di una isola antica e storica.
Il libro " Edda e il comunista ", in cui Marcello Sorgi ricava e ricama segni di alto giornalismo, passerà al futuro, anche delle Eolie, la traccia dei sentimenti oltre l'opposta politica, la sagoma fra l'amore e la vita normale di lui e la natura selvaggia di un arcipelago ancora povero, ma bello. Ed è proprio giusto così che uno scrittore, tolta la polvere alle lettere ed ai
messaggi, riprenda la storia e la riconduca educatamente all'oggi per dimostare come due cuori, due corpi, fra tanti sguardi trincerati nel silenzio di una sicilianità collaboratrice per nascondere la storia di un amore che è durato quasi come quel suono degli zoccoli che l'epoca moderna ha sostituito con la silenziosa plastica. E quando finì l’intimità fisica, rimase l'eterna amicizia anche con la moglie del compagno Leonida. Edda tornò a Lipari a trovare solo l'amico fino agli anni 80. Il figlio Edoardo racconta
piacevolmente come una lettera inviata dal padre a Edda fù sequestrata dal Ministero degli Interni perchè parlava di un ponte ed il compagno Leonida era ritenuto allora elemento pericoloso. Su ordine del dott. Acqualiti nel cuore della notte venne svegliato dal brigadiere Camporeale per paura di attentati che si trasformarono in risate fraterne.
Camerata Edda e compagno Leonida tornano con questa felice occasione a ricomparire fra i faraglioni e le abbandonate ma sempre bianche montagne di pomice, di questa Lipari a cui mancano i comizi del compagno Leonida che quando si affacciava ai balconi per parlare con i suoi elettori il simbolo del PCI parlava anche lui. Erano tempi di fame, ma anche di costruzione al futuro, c'erano gli asini che trasportavano i contadini, ma il compagno Leonida non li montava, aveva paura che con il suo peso potesse fargli male.
Erano tempi che non ci sono più, ma quell'amore resta sempre. Fisico da gigante ed una mente importante. Il figlio Edoardo annuncia che è stato proposto nella facciata della casa del Timparozzo di collocare una targa ricordo
per “il grande amore”. E già corre voce che presto la "passione" tra Edda e Leonida diventerà la trama di un film. Un museo nella casa dei sogni? “No basta cosi’ - ha risposto Edoardo - sarà sufficiente la targa per non far dimenticare questo grande amore”. Erano tempi che non ci sono più. Ma quell'amore resta sempre. Iniziato con
un bigliettino di Lei recapitato da mani amiche (antico pizzino).
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Rassegna Stampa, "La Stampa", Edda Ciano e il Comunista. L'inconfessabile passione della figlia del Duce
di Francesco La Licata Una storia damore. Unincredibile storia damore tenuta segreta per decenni, sigillata dentro un pacco di ricordi,
appunti e lettere nascosti nellarmadio della casa, la Petite Malmaison di contrada Timparozzo di Lipari, che fu teatro dellincontro impossibile e tormentato fra Edda Ciano, la figlia del Duce, e il capopopolo comunista di Lipari, Leonida Buongiorno, ufficiale degli Alpini e partigiano della Resistenza in Francia. Quella trama struggente, restituita dal filo della corrispondenza amorosa dei due personaggi, oggi diventa storia viva nel racconto (Edda Ciano e il Comunista. Linconfessabile passione della figlia del Duce, Rizzoli, da oggi in libreria) che Marcello Sorgi è riuscito a mettere insieme soprattutto grazie alla certosina ostinazione che gli ha consentito di strappare alloblio e alla pudica riservatezza dellerede di Leonida quegli straordinari documenti.
Contrariamente a quel che si può pensare, non fu la diversità politica e ideologica dei protagonisti a spezzare un filo sentimentale annodato in un luogo magico e nutrito di tutte le accortezze e i vezzi di cui sono capaci due normali innamorati. Sorgi prova a interpretarla, quella «sconfitta»: lesplosione iniziale che vede Leonida soggiogato dal fascino di Ellenica (trasfigurazione mitologica dellamata Edda), «puntuta», civettuola e forse «divertita» per linsolita liaison col comunista. Fino allesaurimento della linfa amorosa, forse prosciugata dallincertezza delluomo siculo, attratto dallavventura, anche intellettuale, con lamante così diversa da lui ma anche timoroso di perdere le proprie certezze e un futuro familiare assolutamente «normale» con una donna «normale».
Edda Ciano giunge a Lipari a novembre del 45 sulla scia della legge speciale che destinava al confino chi aveva tenuto «una condotta ispirata ai metodi e al malcostume del fascismo». Una legge che non poteva, quindi, risparmiare la figlia del Duce, moglie dellex ministro degli Esteri fascista, Galeazzo Ciano. Lincontro con Leonida è unesplosione sotto la luce «accecante» del sole di Lipari. La famiglia di Leonida, figlio del socialista primo trombone dellorchestra isolana, offre riparo alla donna già segnata dalla doppia tragedia della perdita del padre e del marito, giustiziato dai repubblichini ventitré mesi prima. La terrazza della Petite Malmaison diventa la palestra degli incontri, del corteggiamento. Passavano le notti sul terrazzo e lui le recitava i versi dellOdissea, alla luce delle stelle. In quella terrazza, i loro corpi si sarebbero incontrati. Nove mesi durerà l«idillio» fatto di carezze audaci, lunghe passeggiate, poesie urlate al mare, dialoghi in francese e in inglese. Poi Ellenica ottiene la libertà e, nel 1946, lascia Lipari, non senza il tormento del distacco amoroso e delle inevitabili «conseguenze»: lo strazio della lontananza, della nostalgia e della gelosia. La storia, vissuta da lontano, assume contorni inediti per Leonida che - stando alle risposte di Ellenica - appare completamente preso, geloso per la mondanità a Capri e per la frequentazione di Edda col gioielliere napoletano Chanteclair. Ma anche per lei: «Mio carissimo e unico comunista, vi amo assai. Adoro le vostre effusioni in inglese». E ancora: «Adorabile allievo di sieur Palmiro: non trovate che nei confronti dellamore la politica non ha alcun fascino?».
Cambia il rapporto, seppure tra Ellenica e Leonida ci saranno almeno altri due incontri a Lipari e un misterioso viaggio al Nord, fortemente voluto da lei ma interrotto per le sopravvenute paure delluomo, pian piano scivolato verso la scelta di un matrimonio tranquillo. Scelta aspramente contestata da Ellenica che, quasi per troncare uno stillicidio insopportabile fatto di lunghi silenzi epistolari, chiuderà drastica: «Siate felice». E adesso è lei a pagare il prezzo più alto: innamorata di un Leonida che non cè più. Disperata, fino al punto di rasarsi a zero: «Non cè più un capello sulla mia testa e sono identica a mio padre».
Eppure Ellenica avrà da Leonida un ultimo, sbalorditivo sussulto. A sessantanni compiuti si incontreranno ancora a Lipari e lui, Baiardo (uno dei nomi con cui Edda lo chiamava), la porterà a vedere il muro sul quale aveva fatto incidere i versi dellOdissea che, venticinque anni prima, recitava sulla terrazza della Petite Malmaison. Dodicesimo canto, laddove Circe «nel tentativo disperato di tenerlo vicino a sé indica a Ulisse due rotte impossibili per far ritorno ad Itaca». «Nella sua mente - azzarda Sorgi - i versi scolpiti sul muro dovevano sicuramente simboleggiare un ricordo poetico e una sintesi folgorante della loro storia. Ma appunto, se nella metafora Circe era Ellenica, e se Ulisse era Baiardo, e soprattutto se ogni rotta appariva senza scampo, si può capire perché quel giorno, nel suo cuore di soldato, prudenza, saggezza, o alla fine paura, avessero avuto il sopravvento».
Ma una donna a pancia scoperta in quegli anni a Lipari non sera mai vista, anzi non sera mai visto un costume a due pezzi. La sola idea che una donna potesse fare il bagno men che vestita era proprio impensabile. Toccò a Leonida ed Edda rompere anche questa convenzione.
Autore: Marcello Sorgi
Titolo: Edda Ciano e il Comunista. Linconfessabile passione della figlia del Duce
Edizioni: Rizzoli
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Da Milano in linea Clara Raimondi. Le Eolie su Radio 2
di Clara Raimondi
Cari amici delle Eolie, ieri ho partecipato al programma radiofonico 28 minuti su Rai Radio 2 , condotto dalla giornalista Barbara Palombelli , per parlare del mio libro Alle Eolie sulla scia di Ulisse sui viaggiatori delle isole Eolie, edito dal Centro Studi di Lipari. Chi si è perso la diretta può riascoltare la trasmissione cliccando qui. Il libro ci ha dato lo spunto per parlare più in generale delle Eolie, le isole del nostro cuore che sia io che Barbara frequentiamo da turiste da molti anni, e per diffondere presso il vasto pubblico radiofonico il grande patrimonio culturale, oltreché naturalistico, di cui questo arcipelago è dotato. Per me è stata la prima volta che parlavo in radio e la voce tradiva un po di emozione ma è stata unesperienza quasi unica di cui sono molto felice. Chiedo venia se mi è sfuggita qualche inesattezza...io e Barbara eravamo animate dalla buona intenzione dare un piccolo contributo agli sforzi corali che in questo momento gli eoliani stanno facendo per far partire la stagione turistica, in questannata un po ballerina: speriamo di esserci riuscite! Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato fiducia, primo fra tutti il Centro Studi di Lipari, editore del libro, e anche il mio direttore Bartolino Leone che ha sempre fatto il tifo per me (forse solo perché sono anchio interista?!?). Daltronde, con un cognome così, prima o poi dovevo pur approdare alla RAI ;-) Ci vediamo a Lipari per Pasqua: a prestissimo dunque, sempre sulla scia di Ulisse!
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14 febbraio 2009
Servizi marittimi isole minori - Comunicato
Non è tollerabile che il Governo continui ad ingannare i cittadini delle isole minori della Sicilia. Lo dice Tonino Russo, deputato nazionale e vicesegretario regionale del Pd siciliano, a seguito della manifestazione di protesta di cittadini eoliani contro i tagli dei traghetti e degli aliscafi della Siremar che si è svolta questa mattina davanti Palazzo Chigi.
Non basta aver confermato la proroga delle attuali convenzioni con la Tirrenia fino al prossimo 31 dicembre, adesso bisogna chiedere una deroga che assicurerebbe la continuità territoriale e quindi le tratte sociali. Ciò comporterebbe – sottolinea Russo - l'intervento finanziario statale ed probabilmente è questa la ragione per cui il governo non chiede la deroga che garantirebbe agli eoliani gli stessi diritti di ogni altro cittadino europeo.
Questo atteggiamento di sudditanza del governo regionale e dell'amministrazione comunale al governo Berlusconi e queste continue prese in giro iniziano ad essere davvero fastidiose e dannose. E' chiaro, al di là delle belle parole e degli incontri di facciata, che il governo Berlusconi capeggiato dal ministro Tremonti e pesantemente condizionato dalla Lega è particolarmente ostile alla Sicilia.
Ultimo atto di questa farsa sono i 46 milioni di euro che dovevano essere prelevati dai fondi FAS e promessi dal Ministro Matteoli e che, invece, non arriveranno mai.
Palermo, 13 febbraio 2009
Isoleolie.it il portale web delle Eolie
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12 febbraio 2009
Stromboli, a 80 anni a Roma per dire "no" alla sospensione del traghetto Siremar
Domani mattina a Roma, a manifestare per il mantenimento dei collegamenti vitali con la terra ferma necessari alla sopravvivenza economica e sociale della comunità, ci sarà anche lei: Aimée Carmoz, la pasionaria delle isole Eolie come ormai tutti si sono abituati a denominare questa vivace quanto energica signora di ottantanni che non ha paura di affrontare un viaggio di ore ed ore senza riposo pur di portare il suo personale contributo alla causa della sua isola, Stromboli. Nata a Savoia e residente nellisola del fuoco da più di quarantanni, Aimée sarà infatti una delle centinaia di eoliani che già stasera si metteranno in marcia per una faticosa ma necessaria Stromboli/Roma andata e ritorno: un viaggio lungo due giorni e due notti per manifestare contro i previsti tagli dei collegamenti marittimi attualmente garantiti dalla Siremar. Ma la sua storia, del resto, è solo una delle tante che si potrebbero raccontare scorrendo la lista di quanti, sempre più preoccupati per il proprio futuro e per quello dei propri cari, hanno aderito alliniziativa promossa da un comitato spontaneo di cittadini dellisola di Stromboli. Donne con bambini al seguito, uomini di tutte le età e professioni, giovani e tanti aficionados dellarcipelago prenderanno parte alle iniziative di protesta messe in campo a partire da domani mattina, e che si susseguiranno come segue: domani venerdì 13 febbraio gli Eoliani porteranno a Palazzo Chigi il vento della protesta per la sopravvivenza. Una delegazione di abitanti di tutte le isole sarà a Roma allo scopo di chiedere il mantenimento dei collegamenti. Qui, davanti al Palazzo dove dovrebbero essere prese le decisioni che li riguardano, gli eoliani allestiranno un banchetto con i loro prodotti tipici. sabato 14 febbraio, di ritorno dalla manifestazione capitolina, gli eoliani intraprenderanno un secondo viaggio, ma stavolta fortemente simbolico, a bordo di quella stessa nave ( la M /N Laurana ) che effettuerebbe la sua ultima corsa Napoli/Eolie. Arrivando al porto di Lipari, i manifestanti attenderanno il Sindaco Mariano Bruno e tutti i rappresentanti dell amministrazione comunale , ai quali hanno chiesto di manifestare a fianco della popolazione aprendo una seduta del Consiglio Comunale a bordo della nave. Sempre il 14, a Stromboli, in contemporanea un gruppo di cittadini aderirà alla protesta salendo in cima al vulcano e manifestando ai margini dei crateri. Scopo di tali iniziative è ottenere da parte degli organi competenti un impegno scritto che garantisca lattuale assetto (2008) dei collegamenti da e per le Isole Eolie, anche attraverso uno stanziamento pubblico e un vettore di Stato. Lagitazione scaturisce dalla notizia secondo cui il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti avrebbe già dato indicazioni alla dirigenza della Siremar (compagnia che gestisce il collegamento Milazzo / Napoli) di non accettare né abbonamenti né prenotazioni, a partire dal 12 febbraio prossimo. A questo si aggiunge la consapevolezza degli isolani che i 46 milioni di euro che dovevano essere prelevati dai fondi FAS, promessi dal Ministro Matteoli, non arriveranno e, quindi, appare inevitabile lo stop ai collegamenti.
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09 febbraio 2009
LIPARI - EOLIE Un disegno di legge per migliorare la qualità della vita nelle isole minori siciliane
Un disegno di legge per migliorare la qualità della vita nelle isole minori siciliane. Lo hanno proposto i deputati regionali del centro destra. Il sindaco Mariano Bruno, la bozza lha consegnata agli assessori e ai consiglieri per richiedere preziosi suggerimenti. E un momento importante per le nostre isole ha sostenuto e per tale motivo è necessario essere puntuali nel fornire le risposte. Secondo i parlamentari un grande impulso è venuto dallUfficio per le isole minori istituito presso la Presidenza della Regione. E stato un utile e fattivo punto di riferimento per i sindaci e le amministrazioni locali, ma spesso purtroppo non è stato pienamente coaudivato dagli altri rami dellamministrazione. Ecco perché allarticolo 3 della bozza, si richiede un suo rafforzamento. Inoltre si istituisce un tavolo di concertazione permanente tra le istituzioni interessate agli interventi nelle isole, si prevede un contributo ai Comuni per lobbligatorio trasporto a terra
dei rifiuti, previsto dalla linea guida del piano paesistico; si semplifica la determinazione del prezzo dellacqua dissalata, affidando alle camere di commercio la responsabilità di individuare il costo e quindi lobbligatorietà a rispettare le nuove tariffe stabilite. Si affronta anche la delicata questione di garantire di piu il diritto alla salute degli isolani, offrendo maggiore certezza nei servizi dassistenza , sia
marine, istituite dal ministero dellambiente, date finora in gestione ai Comuni interessati. E infine si vuole incentivare una ricettività alberghiera in tempi rapidi realizzabile e compatibile con lambiente delle isole minori, le sue vocazioni e il tipo di domanda richiesta dai sempre piu numerosi visitatori. La proposta di raddoppiare i contributi per coloro che vogliono realizzare unattività di bed and breakfast è anche motivata dai costi sicuramente superiori, necessari alla realizzazione delle opere di adeguatamente.
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