17 settembre 2009
Isole Eolie . Con l'Aeolian Dolphin Research, Milazzo e le isole Eolie su Euronews
http://it.euronews.net/2009/09/10/la-minaccia-dell-inquin...
E' una giornata di settembre tersa nel nord della Sicilia. La nave dell'associazione Aeolian Dolphin Research di Milazzo sta attraversando con Laura Abbriano e i suoi amici i paesaggi magici delle isole Eolie. Le acque calde di questo mare sono molto apprezzate da delfini e balene. Ma la crescita del turismo e dello sviluppo industriale potrebbero gravemente danneggiare i cetacei. Problemi che secondo Laura possono colpire prima tutto i mammiferi ma che in seguito, potrebbero essere una minaccia per il resto della fauna marina: "Studiamo i cetacei- dice Laura Abbriano - perchè sono animali che si trovano in cima alla catena trofica e quindi sono animali che ci permettono di capire lo stato di salute del nostro territorio e del nostro fondale marino". Come tutti gli ecosistemi della natura, anche quello marino si basa su un equilibrio delicato tra gli organismi che lo abitano. Qualsiasi tipo di intoppo nella catena alimentare causa delle conseguenze immediate su altre specie. Le minacce sono moltissime, soprattutto quelle causate dall'uomo. Tra le più gravi, anche perchè è tenuta poco in considerazione, è l'inquinamento acustico.
Qui all'acquario di Barcellona, gli abitanti del mare sono ben protetti da un vetro spesso nelle loro vasche. Ma in mare aperto la fauna è sottoposta minacce di ogni tipo: "Quello che bisogna capire - sottolinea Michel André, coordinatore della missione LIDO - è che alcuni organismi marini che vivono nel loro habitat da milioni di anni si sono adattati all'ambiente grazie alle informazioni sonore che hanno ricevuto. Parliamo in particolare di mammiferi marini, cetacei, balene e delfini che utilizzano il suono per tutte le loro attività. Se viene contaminata una fonte sonora, viene preclusa agli abitanti del mare la buona ricezione di un'informazione e di conseguenza questo mette in pericolo tutta la loro vita".
Per i cetacei, il suono è il mezzo primario per conoscere un ambiente, per comunicare e per spostarsi. Non possono affidarsi a nessun altro senso. I forti rumori provocati dall’uomo, come i suoni di strutture industriali, militari o della Marina, possono traumatizzare i cetacei e renderli incapaci di captare suoni fondamentali per la loro sopravvivenza.
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13:20
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05 settembre 2009
Lipari l'aviosuperficie, una realtà irrinunciabile
16:46
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01 aprile 2009
Da Milano in linea Clara Raimondi. Edda e Leonida, gossip d'altri tempi. Intervista a Marcello Sorgi
Esce oggi in libreria "Edda Ciano e il comunista. L'inconfessabile passione della figlia del duce", un saggio storico di Marcello Sorgi edito da Rizzoli che fa luce su una vicenda storico-sentimentale che per oltre sessant'anni é stata custodita gelosamente dagli eoliani: la storia d'amore che ha legato Edda Ciano, la figlia del Duce, e Leonida Bongiorno, il capo del partito comunista di Lipari nel dopoguerra. Marcello Sorgi, noto giornalista ex direttore de La Stampa di Torino e affezionato frequentatore estivo delle isole Eolie, ha abilmente raccolto uno spunto del Centro Studi di Lipari calando questa bella e appassionata storia d'amore, purtroppo priva di lieto fine, nel contesto storico-politico del suo tempo.Gentilmente l'autore ha accettato di rispondere alle nostre domande sul suo libro in uscita quest'oggi.
D: Oggi esce il suo libro "Edda Ciano e il comunista", com'è nata l'idea di scrivere questa storia?
R: Tutto nasce dal fatto che ho casa a Lipari e quindi sono una specie di liparoto acquisito da una decina d'anni: a Lipari ho conosciuto i fondatori del Centro Studi eoliano e sono loro, soprattutto Nino Paino, che mi hanno messo sulle tracce di questa storia. Io ero partito con l'idea di scrivere dei confinati politici durante il fascismo, che erano tanti a Lipari, erano migliaia. Poi invece Nino mi ha detto: "Ma perché invece dei confinati non ti occupi di Edda?" Io non sapevo neanche che Edda fosse stata confinata a Lipari e Nino ha aggiunto: "Non solo Edda fu confinata a Lipari ma c'è questa storia che nessuno ha mai raccontato che ebbe anche una relazione con un comunista, un capo-comunista di Lipari".
D: Questa storia è rimasta un segreto isolano per più di 60 anni, cosa l'ha spinta a rompere il "muro del silenzio" e soprattutto come ci è riuscito?
R: Mi ha spinto la curiosità, sono un giornalista e quindi è inevitabile che, se uno viene a conoscenza di una bella storia, cerca di ricostruirla.
E' rimasta segreta stranamente perché io ho trovato anche un articolo del Corriere della Sera, che ho riportato nel libro, di quando Edda riceve la notizia che il suo confino è stato revocato. L'articolo racconta la vita di Edda Ciano a Lipari fra cui il fatto che lei faceva delle passeggiate con le amiche, andava nei ristoranti e "non disdegnava la compagnia di un noto esponente di un noto partito politico, l'aitante Leonida Buongiorno". Lo stile giornalistico allora era un po' più paludato di quello di oggi, il gossip non esisteva ancora però l'indizio c'era.
Alla fine della storia Leonida farà erigere un muro in memoria della sua storia con Edda Ciano: la ragione per cui è rimasto un segreto a Lipari è che il muro riporta una dedica a "Ellenica", che è il soprannome che lui le aveva dato, ma non tutti sapevano a Lipari che Ellenica in realtà era Edda Ciano. Anche lui aveva dei soprannomi, lei lo chiamava Baiardo come il cavallo dell'Orlando Furioso o Lecret, che è il cognome di un generale che fece la guerra di liberazione di Cuba nell'800.
Leonida fa erigere questo muro anche per spiegare perché questa storia era finita: il muro contiene i versi del canto XII dell'Odissea in cui la maga Circe, che era innamorata di Ulisse, per trattenerlo gli dice che se parte qualunque rotta prenderà per tornare a Itaca, affonderà anche se prende la rotta più vicino a Lipari. Con un pizzico di interpretazione è abbastanza facile capire che se Circe era Edda e se Ulisse era Leonida, lui l'ha lasciata perché ha capito che comunque con lei sarebbe affondato. E' stata una scelta di saggezza e prudenza perché poi lui ha potuto riprendere una vita normale, ha sposato una donna di Lipari, ha avuto un figlio, ha lavorato tutta la vita a Lipari. E' stata anche una scelta dettata dalla paura perché a volte le storie d'amore troppo impegnative fanno anche paura.
D: Dal punto di vista storico questa vicenda è inquadrata nelle complesse vicende del tramonto del fascismo e della famiglia del Duce: quali elementi aggiunge il suo libro alle conoscenze storiche preesistenti?
R: Intanto aggiunge un capitolo inedito nella storia della vita di Edda; di Edda si sanno tante cose, lei stessa aveva fatto una sorta di autobiografia durante una lunga intervista televisiva che da cui è stato ricavato un libro, ma questo capitolo del confino e della sua storia con Leonida non si conosceva: è un inedito assoluto e aggiunge un pezzo che mancava alla sua biografia.
Il libro aggiunge qualcosa anche al ritratto dell'Italia quando il fascismo è caduto: in quell'Italia lì Edda viene mandata al confino e, pur avendo lei delle responsabilità oggettive perché era la moglie di Ciano e la figlia di Mussolini, viene trattata con scarso rispetto dei diritti umani. Viene confinata a Lipari in un modo peggiore di quello con cui oggi vengono trattati i detenuti di Guantanamo; per usare i termini della madre di Edda, donna Rachele, "la gettano in un lurido tugurio". Se lei non avesse conosciuto Leonida e non fosse stata "adottata" dalla sua famiglia, forse non sarebbe sopravvissuta al confino. Parliamo di una persona che era uscita da una malattia nervosa, una depressione molto molto pesante, che era stata anche in manicomio in Svizzera e all'arrivo pesava 42 chili ed era quindi in uno stato di cattiva salute di cui non è stato tenuto conto prima di mandarla al confino. E poi le accuse: lei era andata al confino con un'ordinanza che l'accusava di aver provocato la seconda guerra mondiale. C'è un eccesso di retorica, ovviamente: se Edda avesse provocato la seconda guerra mondiale avrebbe meritato il tribunale di Norimberga, non il confino di Lipari.
Accanto all'aspetto sentimentale della storia poi c'è un aspetto politico in questa storia: ciò che trattiene Leonida dal legarsi completamente a Edda è anche il fatto di essere comunista. Lui ha perfettamente presente il dubbio di mettersi con la figlia del Duce, capisce che la sua coscienza politica entra in contraddizione. Lei invece è divertita, lo prende in giro perché considera il comunismo una sciocchezza, lo usa per intestare le lettere "mio caro e unico comunista ti amo assai", e ancora "mio caro fidanzato non pensate che l'amore sia molto più importante della politica". Lei lo sfotte abbastanza anche perché ha alle spalle un'esperienza politica incredibile: ha conosciuto il Fuhrer e Churchill, è stata una donna che ha girato nelle cancellerie di mezza Europa mentre c'era la seconda guerra mondiale. E' abituata a misurare la realtà e la politica con un metro completamente diverso dalle illusioni di un giovane che ha fatto il partigiano, sogna la rivoluzione e che pensa che in Italia la sinistra vincerà e si farà una specie di partito socialista, c'è una distanza incredibile tra lei e lui. Anche in questo senso il libro ci dà un'idea del clima politico dell'epoca.
D: Secondo lei i turisti di oggi che vantaggi possono trarre dalla conoscenza del passato delle isole Eolie?
R: Se parliamo delle isole Eolie, certamente tutto quello che contribuisce a far conoscere la storia di queste isole, che è molto ricca, aggiunge valore alla visita. Le Eolie sono un paradiso naturale e uno dei posti più belli del mondo: si possono fare tutti gli sport ma è anche un posto ricco di storia, che parte dalle guerre puniche per arrivare ai confinati come Edda Ciano. Ad esempio la storia ha voluto che la vedova di colui che aveva organizzato l'assassinio dei fratelli Rosselli si sia messa con il figlio di quello che aveva fatto scappare uno dei due: Edoardo Bongiorno, il papà di Leonida, ha dovuto rispondere alla polizia fascista dell'aiuto che aveva dato a Carlo Rosselli.
I fondatori del Centro Studi di Lipari - Paino, Allegrino e Saltalamacchia - fanno un lavoro
pazzesco, tutto basato sul volontariato: il festival del cinema, la pubblicazione dei libri, il prezioso lavoro con gli autori locali coordinato dal professor Giuseppe Iacolino. La memoria delle Eolie deve moltissimo a questo lavoro, ma i mezzi sono limitati. Le autorità (il sindaco, il Comune) dovrebbero capire che un investimento in cultura è anche un investimento sul turismo delle isole Eolie. A Lipari spesso i turisti non sanno neanche che c'è uno dei più bei musei archeologici della Sicilia, quello fatto da Bernabò Brea.
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28 marzo 2009
Lipari Isole Eolie - Un grande uomo, di nome e di fatto. Leonida Bongiorno:
Un grande uomo, di nome e di fatto. Leonida Bongiorno: il Comunista delle Eolie che fece “innamorare” Edda Ciano, la figlia
del Duce. Un fisico da gigante ed una mente importante. Partigiano, comunista, professore d'inglese, operatore turistico con delizioso albergo e ristorante costruito sul mare, come una palafitta e progettato direttamente da lui compreso il pontone usato per conficcare la struttura nel nel “Suo mare”, sopra il “Suo mare”.Il ristorante che battezzo’ “Mistral”, in onore del vento a Lui più gradito. Ha vissuto avanti con i tempi.
Questo è stato Leonida Buongiorno, l'uomo che amò e fu amato appassionatamente da Edda Ciano, la figlia del duce che nel 1945 venne a Lipari a “pagare il confino-politico”.
Fascismo e comunismo, innamorati teneramente, senza nessun saluto politico, ma semplicemente mano nella mano, fra i campi di grano o nelle splendide nuotate nella scogliera di "Sutto o Palu", o alle sabbie nere di Vulcano, dove la bella Edda si abbronzava con uno dei primi due pezzi mozzafiato per i tempi, o nella terrazza della “Casa dei Sogni”, sul “Timparozzu”, l’attuale via Garibaldi.
Alla appassionante storia d’amore, il giornalista di Palermo, Marcello Sorgi, ha dedicato il volume “Edda Ciano e il Comunista. L’inconfessabile passione della figlia del Duce”.
Da vacanziere eoliano, con villa all’Altra Pecora, tra un bagno e l’altro, è andato a scovare antiche carte e lo sconosciuto amore. E ha rievocato le frasi ora travolgenti, ora spassionatamente tenere che i due innamorati si scambiavano a messaggi della loro unione. Lipari ha vissuto e custodito questo segreto, ma è giusto e storicamente naturale che sia venuto alla luce e senza ripercorrere i tempi e la storia del momento è necessario far sapere a tutti cosa è l'amore, cosa era Edda Ciano innamorata e sopratutto come era fatto nel "Suo Io" il professore, grande uomo di nome e di fatto, "gigante buono" che alle Eolie manca tanto, veramente tanto.
Edda e Leonida, perdutamente innamorati nelle vulcaniche Eolie. Nel ricordo di questo amore, il professore Leonida negli anni seguenti fece costruire un monumento di pietra in Piazza Mazzini, a Lipari, con frasi omeriche scolpite a mano da lui stesso, dove Edda e Leonida si chiamano “Ellenica e
Baiardo”, o se preferite Circe e Ulisse.
Il libro di Sorgi parla dell'amore oltre la visione politica. Le Eolie iniziano a tornare indietro con gli anni e ricordare il compagno Leonida che era sempre primo anche nei funerali, dove per chiunque trovava parole cariche d'amore e sincere lacrime prima di seppellire la bara.
Per il professore Leonida, l'amore è sempre venuto prima di ogni cosa.
Così in questa storia eoliana, aperto lo zaino dei ricordi, si ricostruisce un bene naturale che è stato un amore temporaneo come le raffiche di vento che spesso Eolo trasporta in queste isole.
La casa paterna della famiglia Bongiorno è "Supra u Timparozzu" e sotto le mura del Castello di Lipari che racchiude la cattedrale di S. Bartolomeo, patrono delle Eolie ed il Museo archeologico. Ancora oggi è meta di innamorati che si inchinano all'amore senza politica, al rumore degli zoccoli usati allora come forte suono allo struscio ed alla personalità di chi li calzava.
Così Edda, ha cercato nel rifugio amoroso di questo liparoto, "gigante e buono", la forza della vita al sole di una isola antica e storica.
Il libro " Edda e il comunista ", in cui Marcello Sorgi ricava e ricama segni di alto giornalismo, passerà al futuro, anche delle Eolie, la traccia dei sentimenti oltre l'opposta politica, la sagoma fra l'amore e la vita normale di lui e la natura selvaggia di un arcipelago ancora povero, ma bello. Ed è proprio giusto così che uno scrittore, tolta la polvere alle lettere ed ai
messaggi, riprenda la storia e la riconduca educatamente all'oggi per dimostare come due cuori, due corpi, fra tanti sguardi trincerati nel silenzio di una sicilianità collaboratrice per nascondere la storia di un amore che è durato quasi come quel suono degli zoccoli che l'epoca moderna ha sostituito con la silenziosa plastica. E quando finì l’intimità fisica, rimase l'eterna amicizia anche con la moglie del compagno Leonida. Edda tornò a Lipari a trovare solo l'amico fino agli anni 80. Il figlio Edoardo racconta
piacevolmente come una lettera inviata dal padre a Edda fù sequestrata dal Ministero degli Interni perchè parlava di un ponte ed il compagno Leonida era ritenuto allora elemento pericoloso. Su ordine del dott. Acqualiti nel cuore della notte venne svegliato dal brigadiere Camporeale per paura di attentati che si trasformarono in risate fraterne.
Camerata Edda e compagno Leonida tornano con questa felice occasione a ricomparire fra i faraglioni e le abbandonate ma sempre bianche montagne di pomice, di questa Lipari a cui mancano i comizi del compagno Leonida che quando si affacciava ai balconi per parlare con i suoi elettori il simbolo del PCI parlava anche lui. Erano tempi di fame, ma anche di costruzione al futuro, c'erano gli asini che trasportavano i contadini, ma il compagno Leonida non li montava, aveva paura che con il suo peso potesse fargli male.
Erano tempi che non ci sono più, ma quell'amore resta sempre. Fisico da gigante ed una mente importante. Il figlio Edoardo annuncia che è stato proposto nella facciata della casa del Timparozzo di collocare una targa ricordo
per “il grande amore”. E già corre voce che presto la "passione" tra Edda e Leonida diventerà la trama di un film. Un museo nella casa dei sogni? “No basta cosi’ - ha risposto Edoardo - sarà sufficiente la targa per non far dimenticare questo grande amore”. Erano tempi che non ci sono più. Ma quell'amore resta sempre. Iniziato con
un bigliettino di Lei recapitato da mani amiche (antico pizzino).
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Rassegna Stampa, "La Stampa", Edda Ciano e il Comunista. L'inconfessabile passione della figlia del Duce
di Francesco La Licata Una storia damore. Unincredibile storia damore tenuta segreta per decenni, sigillata dentro un pacco di ricordi,
appunti e lettere nascosti nellarmadio della casa, la Petite Malmaison di contrada Timparozzo di Lipari, che fu teatro dellincontro impossibile e tormentato fra Edda Ciano, la figlia del Duce, e il capopopolo comunista di Lipari, Leonida Buongiorno, ufficiale degli Alpini e partigiano della Resistenza in Francia. Quella trama struggente, restituita dal filo della corrispondenza amorosa dei due personaggi, oggi diventa storia viva nel racconto (Edda Ciano e il Comunista. Linconfessabile passione della figlia del Duce, Rizzoli, da oggi in libreria) che Marcello Sorgi è riuscito a mettere insieme soprattutto grazie alla certosina ostinazione che gli ha consentito di strappare alloblio e alla pudica riservatezza dellerede di Leonida quegli straordinari documenti.
Contrariamente a quel che si può pensare, non fu la diversità politica e ideologica dei protagonisti a spezzare un filo sentimentale annodato in un luogo magico e nutrito di tutte le accortezze e i vezzi di cui sono capaci due normali innamorati. Sorgi prova a interpretarla, quella «sconfitta»: lesplosione iniziale che vede Leonida soggiogato dal fascino di Ellenica (trasfigurazione mitologica dellamata Edda), «puntuta», civettuola e forse «divertita» per linsolita liaison col comunista. Fino allesaurimento della linfa amorosa, forse prosciugata dallincertezza delluomo siculo, attratto dallavventura, anche intellettuale, con lamante così diversa da lui ma anche timoroso di perdere le proprie certezze e un futuro familiare assolutamente «normale» con una donna «normale».
Edda Ciano giunge a Lipari a novembre del 45 sulla scia della legge speciale che destinava al confino chi aveva tenuto «una condotta ispirata ai metodi e al malcostume del fascismo». Una legge che non poteva, quindi, risparmiare la figlia del Duce, moglie dellex ministro degli Esteri fascista, Galeazzo Ciano. Lincontro con Leonida è unesplosione sotto la luce «accecante» del sole di Lipari. La famiglia di Leonida, figlio del socialista primo trombone dellorchestra isolana, offre riparo alla donna già segnata dalla doppia tragedia della perdita del padre e del marito, giustiziato dai repubblichini ventitré mesi prima. La terrazza della Petite Malmaison diventa la palestra degli incontri, del corteggiamento. Passavano le notti sul terrazzo e lui le recitava i versi dellOdissea, alla luce delle stelle. In quella terrazza, i loro corpi si sarebbero incontrati. Nove mesi durerà l«idillio» fatto di carezze audaci, lunghe passeggiate, poesie urlate al mare, dialoghi in francese e in inglese. Poi Ellenica ottiene la libertà e, nel 1946, lascia Lipari, non senza il tormento del distacco amoroso e delle inevitabili «conseguenze»: lo strazio della lontananza, della nostalgia e della gelosia. La storia, vissuta da lontano, assume contorni inediti per Leonida che - stando alle risposte di Ellenica - appare completamente preso, geloso per la mondanità a Capri e per la frequentazione di Edda col gioielliere napoletano Chanteclair. Ma anche per lei: «Mio carissimo e unico comunista, vi amo assai. Adoro le vostre effusioni in inglese». E ancora: «Adorabile allievo di sieur Palmiro: non trovate che nei confronti dellamore la politica non ha alcun fascino?».
Cambia il rapporto, seppure tra Ellenica e Leonida ci saranno almeno altri due incontri a Lipari e un misterioso viaggio al Nord, fortemente voluto da lei ma interrotto per le sopravvenute paure delluomo, pian piano scivolato verso la scelta di un matrimonio tranquillo. Scelta aspramente contestata da Ellenica che, quasi per troncare uno stillicidio insopportabile fatto di lunghi silenzi epistolari, chiuderà drastica: «Siate felice». E adesso è lei a pagare il prezzo più alto: innamorata di un Leonida che non cè più. Disperata, fino al punto di rasarsi a zero: «Non cè più un capello sulla mia testa e sono identica a mio padre».
Eppure Ellenica avrà da Leonida un ultimo, sbalorditivo sussulto. A sessantanni compiuti si incontreranno ancora a Lipari e lui, Baiardo (uno dei nomi con cui Edda lo chiamava), la porterà a vedere il muro sul quale aveva fatto incidere i versi dellOdissea che, venticinque anni prima, recitava sulla terrazza della Petite Malmaison. Dodicesimo canto, laddove Circe «nel tentativo disperato di tenerlo vicino a sé indica a Ulisse due rotte impossibili per far ritorno ad Itaca». «Nella sua mente - azzarda Sorgi - i versi scolpiti sul muro dovevano sicuramente simboleggiare un ricordo poetico e una sintesi folgorante della loro storia. Ma appunto, se nella metafora Circe era Ellenica, e se Ulisse era Baiardo, e soprattutto se ogni rotta appariva senza scampo, si può capire perché quel giorno, nel suo cuore di soldato, prudenza, saggezza, o alla fine paura, avessero avuto il sopravvento».
Ma una donna a pancia scoperta in quegli anni a Lipari non sera mai vista, anzi non sera mai visto un costume a due pezzi. La sola idea che una donna potesse fare il bagno men che vestita era proprio impensabile. Toccò a Leonida ed Edda rompere anche questa convenzione.
Autore: Marcello Sorgi
Titolo: Edda Ciano e il Comunista. Linconfessabile passione della figlia del Duce
Edizioni: Rizzoli
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12:21
Scritto da : vivaleolie
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Da Milano in linea Clara Raimondi. Le Eolie su Radio 2
di Clara Raimondi
Cari amici delle Eolie, ieri ho partecipato al programma radiofonico 28 minuti su Rai Radio 2 , condotto dalla giornalista Barbara Palombelli , per parlare del mio libro Alle Eolie sulla scia di Ulisse sui viaggiatori delle isole Eolie, edito dal Centro Studi di Lipari. Chi si è perso la diretta può riascoltare la trasmissione cliccando qui. Il libro ci ha dato lo spunto per parlare più in generale delle Eolie, le isole del nostro cuore che sia io che Barbara frequentiamo da turiste da molti anni, e per diffondere presso il vasto pubblico radiofonico il grande patrimonio culturale, oltreché naturalistico, di cui questo arcipelago è dotato. Per me è stata la prima volta che parlavo in radio e la voce tradiva un po di emozione ma è stata unesperienza quasi unica di cui sono molto felice. Chiedo venia se mi è sfuggita qualche inesattezza...io e Barbara eravamo animate dalla buona intenzione dare un piccolo contributo agli sforzi corali che in questo momento gli eoliani stanno facendo per far partire la stagione turistica, in questannata un po ballerina: speriamo di esserci riuscite! Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato fiducia, primo fra tutti il Centro Studi di Lipari, editore del libro, e anche il mio direttore Bartolino Leone che ha sempre fatto il tifo per me (forse solo perché sono anchio interista?!?). Daltronde, con un cognome così, prima o poi dovevo pur approdare alla RAI ;-) Ci vediamo a Lipari per Pasqua: a prestissimo dunque, sempre sulla scia di Ulisse!
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Scritto da : vivaleolie
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14 febbraio 2009
Servizi marittimi isole minori - Comunicato
Non è
tollerabile che il Governo continui ad ingannare i cittadini delle isole minori
della Sicilia. Lo dice Tonino Russo, deputato nazionale e vicesegretario
regionale del Pd siciliano, a seguito della manifestazione di protesta di
cittadini eoliani contro i tagli dei traghetti e degli aliscafi
della Siremar che si è svolta questa
mattina davanti Palazzo Chigi.
Non basta aver confermato la proroga delle
attuali convenzioni con la Tirrenia fino al prossimo 31 dicembre, adesso bisogna
chiedere una deroga che assicurerebbe la continuità territoriale e quindi le
tratte sociali. Ciò comporterebbe – sottolinea Russo - l'intervento finanziario
statale ed probabilmente è questa la ragione per cui il governo non chiede la
deroga che garantirebbe agli eoliani gli stessi diritti di ogni altro cittadino
europeo.
Questo atteggiamento di sudditanza del governo regionale e
dell'amministrazione comunale al governo Berlusconi e queste continue prese in
giro iniziano ad essere davvero fastidiose e dannose. E' chiaro, al di là delle
belle parole e degli incontri di facciata, che il governo Berlusconi capeggiato
dal ministro Tremonti e pesantemente condizionato dalla Lega è particolarmente
ostile alla Sicilia.
Ultimo atto di questa farsa sono i 46 milioni di euro che dovevano essere
prelevati dai fondi FAS e promessi dal Ministro Matteoli e che, invece, non
arriveranno mai.
Palermo, 13 febbraio 2009
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12 febbraio 2009
Stromboli, a 80 anni a Roma per dire "no" alla sospensione del traghetto Siremar
Domani mattina a Roma, a manifestare per il mantenimento dei collegamenti vitali con la terra ferma necessari alla sopravvivenza economica e sociale della comunità, ci sarà anche lei: Aimée Carmoz, la pasionaria delle isole Eolie come ormai tutti si sono abituati a denominare questa vivace quanto energica signora di ottantanni che non ha paura di affrontare un viaggio di ore ed ore senza riposo pur di portare il suo personale contributo alla causa della sua isola, Stromboli. Nata a Savoia e residente nellisola del fuoco da più di quarantanni, Aimée sarà infatti una delle centinaia di eoliani che già stasera si metteranno in marcia per una faticosa ma necessaria Stromboli/Roma andata e ritorno: un viaggio lungo due giorni e due notti per manifestare contro i previsti tagli dei collegamenti marittimi attualmente garantiti dalla Siremar. Ma la sua storia, del resto, è solo una delle tante che si potrebbero raccontare scorrendo la lista di quanti, sempre più preoccupati per il proprio futuro e per quello dei propri cari, hanno aderito alliniziativa promossa da un comitato spontaneo di cittadini dellisola di Stromboli. Donne con bambini al seguito, uomini di tutte le età e professioni, giovani e tanti aficionados dellarcipelago prenderanno parte alle iniziative di protesta messe in campo a partire da domani mattina, e che si susseguiranno come segue: domani venerdì 13 febbraio gli Eoliani porteranno a Palazzo Chigi il vento della protesta per la sopravvivenza. Una delegazione di abitanti di tutte le isole sarà a Roma allo scopo di chiedere il mantenimento dei collegamenti. Qui, davanti al Palazzo dove dovrebbero essere prese le decisioni che li riguardano, gli eoliani allestiranno un banchetto con i loro prodotti tipici. sabato 14 febbraio, di ritorno dalla manifestazione capitolina, gli eoliani intraprenderanno un secondo viaggio, ma stavolta fortemente simbolico, a bordo di quella stessa nave ( la M /N Laurana ) che effettuerebbe la sua ultima corsa Napoli/Eolie. Arrivando al porto di Lipari, i manifestanti attenderanno il Sindaco Mariano Bruno e tutti i rappresentanti dell amministrazione comunale , ai quali hanno chiesto di manifestare a fianco della popolazione aprendo una seduta del Consiglio Comunale a bordo della nave. Sempre il 14, a Stromboli, in contemporanea un gruppo di cittadini aderirà alla protesta salendo in cima al vulcano e manifestando ai margini dei crateri. Scopo di tali iniziative è ottenere da parte degli organi competenti un impegno scritto che garantisca lattuale assetto (2008) dei collegamenti da e per le Isole Eolie, anche attraverso uno stanziamento pubblico e un vettore di Stato. Lagitazione scaturisce dalla notizia secondo cui il Ministero per le Infrastrutture ed i Trasporti avrebbe già dato indicazioni alla dirigenza della Siremar (compagnia che gestisce il collegamento Milazzo / Napoli) di non accettare né abbonamenti né prenotazioni, a partire dal 12 febbraio prossimo. A questo si aggiunge la consapevolezza degli isolani che i 46 milioni di euro che dovevano essere prelevati dai fondi FAS, promessi dal Ministro Matteoli, non arriveranno e, quindi, appare inevitabile lo stop ai collegamenti.
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09 febbraio 2009
LIPARI - EOLIE Un disegno di legge per migliorare la qualità della vita nelle isole minori siciliane
Un disegno di legge per migliorare la qualità della vita nelle isole minori siciliane. Lo hanno proposto i deputati regionali del centro destra. Il sindaco Mariano Bruno, la bozza lha consegnata agli assessori e ai consiglieri per richiedere preziosi suggerimenti. E un momento importante per le nostre isole ha sostenuto e per tale motivo è necessario essere puntuali nel fornire le risposte. Secondo i parlamentari un grande impulso è venuto dallUfficio per le isole minori istituito presso la Presidenza della Regione. E stato un utile e fattivo punto di riferimento per i sindaci e le amministrazioni locali, ma spesso purtroppo non è stato pienamente coaudivato dagli altri rami dellamministrazione. Ecco perché allarticolo 3 della bozza, si richiede un suo rafforzamento. Inoltre si istituisce un tavolo di concertazione permanente tra le istituzioni interessate agli interventi nelle isole, si prevede un contributo ai Comuni per lobbligatorio trasporto a terra
dei rifiuti, previsto dalla linea guida del piano paesistico; si semplifica la determinazione del prezzo dellacqua dissalata, affidando alle camere di commercio la responsabilità di individuare il costo e quindi lobbligatorietà a rispettare le nuove tariffe stabilite. Si affronta anche la delicata questione di garantire di piu il diritto alla salute degli isolani, offrendo maggiore certezza nei servizi dassistenza , sia
marine, istituite dal ministero dellambiente, date finora in gestione ai Comuni interessati. E infine si vuole incentivare una ricettività alberghiera in tempi rapidi realizzabile e compatibile con lambiente delle isole minori, le sue vocazioni e il tipo di domanda richiesta dai sempre piu numerosi visitatori. La proposta di raddoppiare i contributi per coloro che vogliono realizzare unattività di bed and breakfast è anche motivata dai costi sicuramente superiori, necessari alla realizzazione delle opere di adeguatamente.
10:21
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03 febbraio 2009
ROMA, PRESENTATO IL VOLUME DI SAMUELE AMENDOLA
Si è svolta a Roma, presso la nuova libreria "Il Filo" di via Basento 52, la Presentazione ufficiale del libro di poesie : Amore e vita il respiro dell'anima, di Samuele Amendola. Grande successo per la silloge poetica che è composta da 40 componimenti, scritti tra il 2006 e il 2008, e pubblicati presso la Casa Editrice "Il Filo" ad ottobre 2008.
Il libro dopo essere stato presentato in anteprima a Lipari lo scorso 13 Dicembre 2008, è approdato adesso a Roma. Samuele ha accuratamente presentato l'opera che ha come tema fondamentale l'Amore, con la A maiuscola. Amore nei confronti della donna amata, ma anche in senso universale. Partendo dalle piccole cose quotidiane: gesti, rumori,
sensazioni, nasce l'ispirazione iniziale che prende poi corpo nei versi. Grande attenzione, è stata posta, al tema della natura ed in particolare del mare...che si ritrova spesso nei componimenti...e che è espressione dell'ambiente in cui l'autore vive. I puntini di sospensione...frequenti alla fine dei versi...rendono il senso del respiro...del singhiozzo... ( da qui il sottotitolo : "Il respiro dell'anima" ); lo stile romantico ma al tempo stesso innovativo si ritrova in tutte le poesie di Samuele Amendola, che a Roma è stato anche ospite della trasmissione televisiva "Libri Oggi" speciale "Il Filo", che adrà in onda Mercoledì 4 Febbraio sul canale 851 di SKY.
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15 gennaio 2009
"Senza traghetti alle Isole Eolie diventeremo pirati"
È una Sicilia orgogliosa, lontana, quella sparpagliata nelle isole Eolie, terra di lava, zolfo, di gente orgogliosa, quella che combatte in questi giorni per il diritto ad avere navi che la colleghino al continente anche quando l’euforia estiva è cessata, anche quando l’ultima villa di vip è stata chiusa. Che si batte per poter continuare a pensare di essere «Italia», che le loro isole, Lipari, Stromboli, Salina, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea, meritino di essere assistite con trasposti pubblici che non guardino solo al profitto delle corse. Tra loro c’è Maria, solo 14 anni, che vive ad Alicudi ma che per andare a scuola deve prendere il traghetto fino a Lipari oppure farsi accogliere per la notte da qualcuno. Per lei la decisione del governo di privatizzare la Tirrenia e di conseguenza la Siremar significherà altre difficoltà. E, forse, anche la rinuncia agli studi.
La lunga battaglia
Una nave occupata è bastata solo a rimandare al venti di gennaio la sentenza che gli eoliani aspettano come un gong che cambierà le loro vite. Eccoli tutti i rivoltosi del comitato per i trasporti, capeggiati dal comandante Merenda che confessa di avere accettato di scendere dal traghetto anche perché «era pericoloso». «Lipari non ha un porto vero, è aperta ai venti e al mare e non potevamo rischiare». Eccoli, tutti qui, in una giornata di vento e di pioggia, riuniti nell’albergo «La Giara» a decidere del loro futuro, di quello che saranno costretti a fare se il governo non accetterà di versare i 46 milioni di euro necessari per fare andare avanti nel 2009 la Siremar. Il ministro Matteoli li ha garantiti, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianfranco Miccichè ha spiegato che il ministro dell’Economia Giulio Tremonti non ha nessuna intenzione di mollarli, poi è arrivata un’altra assicurazione, seguito da un’altra doccia fredda dettata da Salvino Caputo, presidente della Commissione Attività Produttive dell’Assemblea regionale siciliana che ha confermato la risposta negativa di Tremonti. Un balletto italiano.
Comitato diviso
E intanto la nave se ne è andata lasciando in banchina il malcontento stretto alla paura. Umori che creano anche tensioni dentro il comitato. Carolina Conti, 75 anni, proprietaria dell’albergo dove nel 1949 Rossano Brazzi ha girato Vulcano, ci tiene a spiegare che i collegamenti sono fondamentali per i bilanci degli albergatori. Ma Piero Cascio, consigliere comunale di opposizione, si alza e se ne va non prima di avere urlato: «Che anche un solo studente che non va a scuola vale quanto i problemi economici degli albergatori», «che non ci sta a ridurre tutto a un problema di sviluppo». È Maria, la studentessa di Alicudi a cui si riferisce, una ragazzina trasformata in principio irrinunciabile, nel vessillo di questa battaglia. Ma lo sviluppo conta, eccome se conta in questa guerra per i traghetti visto che a dare forza alla richiesta di mantenere i collegamenti come sono ad oggi, anche quelli invernali per Napoli, certamente poco redditizi, si sventola la legge 684 del 1974 secondo la quale i «servizi di collegamento marittimo con le isole minori debbono assicurare il soddisfacimento delle esigenze connesse con lo sviluppo economico e sociale delle aree interessate...». Un problema che riguarda sicuramente anche le altre piccole isole italiane, come quelle campane e toscane, ma che qui, assicurano gli eoliani è molto più grave: «Siamo realtà simile ma diverse», assicura Emanuele Carnevale, presidente di una associazione di imprenditori. «Le nostre isole sono sette e molto lontane le une dalle altre, non è come per Capri e Ischia».
Ancora pochi giorni
Si aspetta con trepidazione il 14 gennaio quando, come da annuncio ufficiale, la Siremar dovrebbe scomparire dall’arcipelago eoliano diretta nelle braccia di qualche imprenditore privato. «Faranno come la Cai», dice qualcuno. «Non possiamo permettere che la Siremar venga privatizzata, spiega Christian Del Bon, presidente Federalberghi Isole Eolie, «considerato che è stato abbondantemente provato che in assenza di cospicui contributi pubblici, i vettori privati non sono in grado di garantire i servizi di collegamento necessari se non limitatamente ai brevi periodi di altissima stagione e solo sulle rotte principali. Fino al venti comunque siamo costretti alla tregua», dice. Ma i più battaglieri assicurano che sono disposti a tutto se il governo non accetterà di finanziare il dovuto e soprattutto di scorporare la Siremar dalla Tirrenia in modo che possa rimanere pubblica con una partecipazione della Regione Sicilia. Quel «tutto» dei più agguerriti comprende anche altre occupazioni ad oltranza di traghetti e aliscafi, oltre che del Consiglio comunale: «Come pirati, saliremo su tutte le nevi che passano». Ma anche l’organizzazione di un referendum per fare delle Eolie un porto franco come Malta: «Se il governo ci abbandona non ci resta che fare da soli e allora lo faremo a modo nostro», spiegano i resistenti. «Giù la bandiera italiana e su quella eoliana».
Oltre i proclami
Provocazioni verbali, forse solo quelle, ma la spia di un grande disagio per sentirsi abbandonati dallo Stato. «Di noi si ricordano solo quando in estate vengono a fare i bagni», spiega Nino. «I vip devono avere tutte le comodità, noi dobbiamo arrangiarci. Succederà come quando tutti emigravano all’estero. E oggi dall’Australia, dall’America ci sono tanti nostri isolani che scrivono per darci la loro solidarietà e per chiederci di batterci».
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14 gennaio 2009
SIREMAR: CONSIDERAZIONI
di Pino La Greca
quale cittadino delle Isole Eolie ed ex amministratore del Comune di Lipari (1994 -2001) già il 20 ottobre 2008 ed il 12 dicembre 2008 mi sono rivolto al signor sindaco per esprimere le mie opinioni e le mie perplessità sulla conduzione complessiva della problematica legata ai trasporti marittimi e segnatamente alla vicenda Siremar esprimendo le mie personali opinioni. Non amo urlare, né tanto meno fare polemiche, né mi interessano, in questo momento, le corrispondenze sulla mancata partecipazione alle iniziative dei primi giorni di gennaio e dell’occupazione della nave; io c’ero come tanti altri concittadini delle Eolie e di Lipari e non intendo sprecare il mio tempo con chi oggi, consiglieri ed assessori della maggioranza, cerca di trovare scuse per giustificare la propria ignavia, consiglio a questi ultimi, brevemente, di leggere i primi canti della divina commedia, sono quelli più istruttivi. Ritorno immediatamente alle questioni che mi stanno a cuore: quali soluzioni la nostra classe politica ci propone e quali possiamo proporre noi, comunità eoliana, a distanza di alcuni giorni dall’incontro romano dell’8 gennaio 2009. Ho appena finito di leggere la rassegna stampa della seduta delle due commissioni ARS e dalla lettura delle stesse scaturiscono alcune novità: la prima, sappiamo che è stata convocata una nuova riunione il 19 gennaio a Palermo dal Vicepresidente della Regione Bufardeci, per raccogliere “proposte utili a concordare una linea comune da sottoporre all’indomani a Roma nel tavolo tecnico al Ministero Trasporti”. Credo che su questo punto si debba, da subito iniziare, un confronto serio e proficuo all’interno del comitato, di un comitato allargato così come proposto dal consigliere Lo Cascio, per raccogliere tutte le istanze del Paese, delle altre isole del Comune di Lipari, di tutte le categorie, senza la prevalenza di una rispetto ad altre ed in modo da far sentire tutti i cittadini partecipi, non soltanto nella fase della protesta, ma soprattutto nella fase della proposta. Solo un comitato più ampio e più rappresentativo potrà, nei prossimi giorni, chiedere agli eoliani ulteriori massicce iniziative di protesta. Ricordo, al signor sindaco ed al presidente del comitato, che giace agli atti del consiglio comunale una proposta di razionalizzazione delle corse presentata dalle minoranze ormai da più di un anno e che a mio parere può rappresentare una piattaforma seria di discussione all’interno della nostra comunità. La seconda novità di cui il vicepresidente ha parlato è di una disponibilità di 174 mln di euro, attraverso la quale chiedere alla Tirrenia di attivare subito la convenzione con Siremar, a prescindere dagli assicurati 46 mln aggiuntivi che il Governo si era impegnato a trovare nell’incontro dell’8 gennaio 2009 (ipotesi, questa del prelievo dai fondi FAS, tuttavia, che appare assolutamente impraticabile come sostenuto da autorevoli parlamentari nazionali e regionali ed è stata foriera, da subito, di polemiche tra esponenti parlamentari siciliani ed il Ministro Tremonti, a conferma della insensibilità di questa classe politica nazionale rispetto alle aree del Mezzogiorno e segnatamente la Regione Siciliana così larga di consensi verso il governo Berlusconi)[1]. la terza che il piano di gestione dei collegamenti marittimi venga migliorato con i suggerimenti che i sindaci sono stati invitati a produrre per il medio termine; la quarta che la Siremar presenti un piano operativo di impiego mezzi e copertura di tratte che disegni uno scenario tale da poter programmare non solo per questo anno ma per il futuro. Ritengo, in sintesi, che sia tutta materia per il comitato allargato, per il consiglio comunale e per l’amministrazione se si ha voglia di lavorare serenamente e che sin dal 2009 ci vengano garantiti i collegamenti già minimi e razionalizzati al 2007, includendo i collegamenti con Napoli fra i collegamenti storici che garantiscono la continuità territoriale delle nostre isole con il resto della Nazionale e alla luce del fatto che le Eolie non dispongono di nessun altra forma di collegamento con il continente, senza chiedere razionalizzazione o tagli che penalizzino ulteriormente e marginalizzino le nostre isole. In merito, al medio termine ed al futuro della Siremar dopo il 2009 riconfermo le mie proposte anche alla luce di numerose, autorevoli, dichiarazioni di deputati regionali e nazionali, circa l’istituzione di un tavolo permanente presso la Regione per i problemi relativi alle Isole Minori ed all’eventuale emanazione di una nuova legge regionale a favore delle Isole Minori.[2] E che dal 2010 la Siremar venga regionalizzata, scorporandola dalla Tirrenia, per poter accedere agli aiuti di Stato e per il superamento di quella perifericità che ci costringe in una situazione di sottosviluppo rispetto al resto della Sicilia. In merito alla ipotesi di scorporo e regionalizzazione della Siremar ritengo che sia a conoscenza degli addetti ai lavori che la Regione Campania, in sede approvazione del bilancio, ha avviato l’iter per giungere alla costituzione dei una Società Regionale Marittima ad hoc, la Corema (Compagnia regionale marittima), che dovrà sostituire la Caremar in via di dismissione. Ritengo, inoltre, che vadano previsti alcuni punti inderogabili: a) la Regione Siciliana avvii speditamente il percorso che deve portare alla costituzione della Compagnia Regionale Marittima a capitale “Misto”, con le isole dotate di una propria capacità di intervento nei processi decisionali e gestionali, anche attraverso la sottoscrizione di quote azionarie e la presenza di propri rappresentanti; b) che lo Stato garantisca continuità del trasferimento delle risorse necessarie alla gestione dei servizi e l’assegnazione di fondi di investimento per l'ammodernamento della flotta. Palermo, 12 gen - ''Invito il governo nazionale a non dimenticare le aree sottosviluppate della Sicilia''. A dirlo e' il deputato regionale del Pdl, Giovanni Greco, dopo aver appreso che il Ministro Tremonti vorrebbe indirizzare una parte delle risorse dei fondi Fas destinati al sud verso il nord Italia.''Il governo - afferma Greco - non sottragga al Mezzogiorno gli strumenti finanziari per lo sviluppo delle aree povere. Mi risulta che questi fondi siano nati per incentivare la crescita del Mezzogiorno. Ma attualmente - prosegue Greco - sembrerebbero vietati al Sud. Ultimo caso, e' il no al prelievo di 46 milioni di euro per la copertura delle spese per i collegamenti della Siremar con le isole minori. Inoltre, mi urge sottolineare che nel decreto anticrisi non solo non si specifica alcuna disposizione per il Mezzogiorno, ma un emendamento prevede un calcolo differenziato per il prezzo dell'energia elettrica, dividendo l'Italia in macro zone. Questo potrebbe ripercuotersi sulle nostre aziende e sulle tasche dei nostri imprenditori che pagherebbero l'energia a prezzi piu' alti''.Inoltre, il deputato del Pdl chiede al governo Nazionale maggiore attenzione a quelli che sono i problemi dell'isola, tra questi: lavoro, famiglie, giovani e anziani. ''Sono certo - conclude Greco - che il governo Nazionale si impegnera' nel risolvere al piu' presto i problemi che investono il Sud''. Roma, 12 gen - ''Finalmente anche alcuni parlamentari siciliani appartenenti all'attuale maggioranza si accorgono che i fondi Fas vengono depredati continuamente per soddisfare altre logiche. Meglio tardi che mai. Ci auguriamo, se non altro, che ora sostengano le nostre preoccupazioni rivolte da mesi a questo Governo a vocazione leghista''. Lo afferma il deputato dell'Unione di Centro Giuseppe Ruvolo.''Lo sfogo denunciato giorni fa - afferma Ruvolo - da un autorevole esponente del Pdl, come Gianfranco Micciche', e' il sintomo di un malessere grave che, sebbene tutto interno alla maggioranza, va curato al piu' presto, perche' sta compromettendo lo sviluppo di un'intera regione e il futuro dei suoi abitanti. Il ''no' al prelievo di 46 milioni di euro per finanziare i collegamenti Siremar con le isole minori e' stato solo l'ultimo esempio vergognoso del modello di federalismo che in realta' ha in testa la Lega. I Fas rappresentano una risorsa vitale per colmare i gap infrastrutturali della Sicilia. Mettervi continuamente mano per mantenere certe promesse elettorali fatte al Nord e' un metodo sconsiderato e irresponsabile''.
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LA STORIA SIAMO NOI...
Ne “L’impero della vergogna”, lei sostiene, di fronte ad una rifeudalizzazione del mondo per mano delle grandi multinazionali del Nord, il ritorno ai valori della Rivoluzione francese, “Liberté, Egalité, Fraternité”, visti ormai con fastidio da una parte dell’opinione pubblica occidentale. Perché questo auspicio?
“Anche se danno fastidio questi valori sono ancora presenti nelle costituzioni nazionali quando si fa riferimento alla libertà o alla giustizia sociale. Il capitalismo selvaggio e il neoliberismo sono invece la negazione di questi valori e di tutto ciò che fa riferimento all’Illuminismo”.
Sta dunque sostenendo che il mondo del terzo millennio rischia di tornare indietro di oltre duecento anni...
“Certamente. Quando 500 tra le principali multinazionali controllano il 52% del prodotto interno lordo mondiale stiamo assistendo ad un processo di rifeudalizzazione del pianeta di fronte al quale lo stato nazione non ha più alcun potere”.
Nel suo libro lei cita con efficacia Jacques Roux, rivoluzionario francese, che guidò il movimento degli “arrabbiati” (enragés)
“Roux disse: «La libertà non è che un vano fantasma quando una classe di uomini può impunemente affamare l’altra». Oggi diremmo che la giusta battaglia per la libertà di espressione e di stampa rischia di perdere di significato di fronte allo strapotere di pochi privilegiati...”
“Come dicevano coloro che io definisco i miei amici immaginari, Roux appunto, Babeuf, Saint Just, il suffragio universale, la sovranità popolare, le elezioni, la revoca del potere da parte del popolo, sono tutte istanze fondamentali. Alla condizione però che ci sia la possibilità di sfamarsi. Sempre Roux diceva che la libertà diventa un fantasma senza i diritti elementari. E questo oggi è più vero che allora”.
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MA HANNO UN MINIMO DI PUDORE QUESTI SIGNORI?
di Bartolino Ferlazzo
Solo dopo poche ore, che si era diffusa la notizia proveniete da Roma circa una "... ipotetica vittoria..." mi sono permesso di esprimere delle forti perplessità su quello che un Ministro della repubblica aveva dichiarato; avendo vissuto in prima persona sia i fatti di Filicudi che quelli del Piero della Francesca, ho avuto un attimo di esitazione e mi sono chiesto se veramente questa volta sarebbe andato tutto liscio; ma prontamente mi sono ricreduto già nella stessa giornata dell' 8 scorso, sia nella giornata del 9 gennaio sia poi nella nefasta giornata del 10 gennaio. Ma andiamo con ordine. Ritengo che un qualunque cittadino che rivesta una carica politica, oltre ad assolvere nel bene e nel male il suo mandato dovrebbe avere un bem che minimo senso di pudore, lasciando da parte ipocrisia, giochi di potere e di partito; dalle dichiarazioni che ho letto sembra che qualcuno di questi voglia prenderci per i famosi fondelli, credendo che dall' alto della sua " abilità " oratoria possa mettere nel sacco gente che negli anni ha accumulato tanta esperienza da poterlo tranquillamente mettere al posto dell' accendino per le sigarette, dunque in una dichiarazione si legge " ... GRAZIE MATTIOLI ..." ma grazie di che, grazie per cosa, cos'ha fatto questo ministro di tanto eclatante se non ricevere una delegazione rappresentativa di gente che soffre, che suda, che vacilla, che si sforza di arrancare avanti, ma che VIVE, vive non di paroloni, nè di smisurati stipendi mensili da capogiro, nè di favori più o meno latenti o visibili, vive con onestà, con rispetto, con modestia, con dignità, ma fiera di essere EOLIANA; non vive da ipocrita, non vive leccando di quà e di là, non vive sprecando lusinghe anche quando i fatti mostrano il contrario; seconda lettura scrive un parlamentare siciliano alla camera "... OBIETTIVO RAGGIUNTO ...", ma quale obiettivo abiamo raggiunto, quali certezze sono state date concretamente alle genti eoliane, nessuna sola una vaga promessa di reperire forse 46 milioni per prolungare l' agonia di un altro anno; cerchiamo di essere seri, cerchiamo di non prendere in giro o cercare di farlo, quella gente che vive a stento del proprio lavoro, ristretto in pochi giorni, cerchiamo di avere il pudore di stare zitti, cerchiamo di avere la dignità di abbassare la testa ed evitare affermazioni trionfalistiche che il giorno dopo vengono puntualmente smentite con fatti e non con parole, questa gente al momento oppertuno ricordiamocela, perchè verrà a < disturbarci per chiedere voti e preferenze varie, non apritele la porta, ma con molta cortesia e con tata educazione mandatele a quel paese.-
Mi chieo, come mai i consiglieri di maggioranza hanno abbandonato la nave nel momento in cui è montata una protesta, quando si è diffusa la notizia che la nave sarebbe partita per Napoli, un ripensamento, una riunione improvvisa, oppure la conferma del classico detto siciliano "... fuiri è vriogna ma è sarvamientu i vita ..." che tradotto in italiano vuol dire < scappare è vergona ma si salva la vita > mi chiedo se stare dietro un gonfalone serva a nascondersi o a proteggerlo, mi chiedo se, ma i fatti mi danno una risposta negativa, vi siano ancora oggi eoliani e rapresentanti politici cme quelli del 1982; ho già detto altra gente, altra pasta, altra preparazione, altro carisma ed ascendente, oggi come allora nessuno di quei politici avrebbe prmesso che la nave lasciasse il porto di Sottomonastero; poi per un ulteriore ringraziamento al ministro Mattioli, arriva la dichiarazione dell' On. Miccichè, non di sinistra, ma del Pdl, il quale afferma " ... ieri è stato detto no al prelievo di 46 milioni di euro per finanziare i collegamenti Siremar con le isole minori, non hanno capito che in queste isole ci sono degli abitanti e che non sono dei vllaggi turistici ..."
A questo punto è necessario che gli amministratori i consiglieri comunali le genti eoliane chiedano primo a Buzzanca, sindco di Messina, perchè dovremmo ringraziare Matteoli, ancora farsi spiegare da Fallica, segretario di presidenza della Camera, quale obiettivo abbiamo ed è stato raggiunto, infine chiedere ai rappresentatnti di AN di scusarsi con i colleghi consiglieri, specilamente verso quelli che già avevano denunciato queste cose e verso coloro che parlando con i finti sordi hanno abbadonato una maggioranza che ormai non rappresenta più nessuno, o solo pochi.-
Avevamo anticipato qualche giorno addietro che la nave non doveva lasciare il porto di Lipari, nel 1982, il Piero fu " lberato " dopo che il ministro firmò il decreto, adesso questa nuova classe politica è tanto piena di se da poter mettere da parte gli insgnamenti di chi nel tempo, nel bene e nel male, ha fatto la storia di Lipari; ieri un operatore di Marina Corta, quando la Laureana, ha lasciato Lipari, come a scusarsi navigando molto vicino al " salotto di Lipari " sunando per ben tre volte, come accadeva negli anni dell' emigrazine, mi disse < ci saluta l' abbiamo persa > forse non stava dicendo una bugia; ma chi in questi anni ha taciuto, ha fiorvato la verità deve renderne conto, principalmente alla sua coscienza, sperando che ne abbia.-
Ogni paese, ho scritto qualche giorno addietro, ha il governo che si merita, e noi eoliani abbiamo il governo che ci meritiamo, a cui, purtroppo, anche io ho contributio a suo tempo nel darle fiducia.-
Auguri Lipari.-
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Scritto da : vivaleolie
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SIREMAR, I PRO E I CONTRO DEL VERTICE PALERMITANO
L’incontro di ieri a Palermo, all’A.R.S., organizzato dalle Commissioni presiedute dagli Onorevoli Caputo e Mancuso, alla presenza dell’Assessore Bufardeci, del Direttore Falgares e dei Sindaci delle Isole Minori Siciliane, se da una parte ha prodotto alcune proposte interessanti, dall’altra ha confermato l’esigenza di non trascurare un percorso che rischia di ingarbugliarsi ulteriormente e di condurre a pericolose soluzioni tampone. Tra gli elementi positivi dell’incontro di Palermo, ascriverei l’istituzione dei un tavolo regionale, con cadenza mensile, per trattare le problematiche delle isole minori e la cui prima tappa sarà un incontro fissato per il 19 gennaio, alle ore 16.00. Nel corso di questo incontro dovranno essere definite le soluzioni e le richieste da prospettare al tavolo tecnico convocato per il 20 gennaio dal Ministro Matteoli. Le Commissioni si sono impegnate ad elaborare un ordine del giorno sulla base delle criticità emerse nell’ambito della riunione di ieri e con riferimento aile mozioni deliberate dai Consigli Comunali delle isole minori della Sicilia. Questo sarà, prima della riunione del 19, sottoposto ai Sindaci per eventuali integrazioni. Altro elemento positivo, rimarcato da tutti i parlamentari, è stata la coesione e la determinazione dei sindaci delle isole minori della Sicilia che sembrano aver metabolizzato l’esigenza di dover procedere congiuntamente su problematiche i cui punti di convergenza sono di gran lunga maggiori a quelli di contrasto. Altro elemento positivo è stato l’accoglimento, unanime, dell’istanza avanzata dal Sindaco di Lipari, Mariano Bruno , di riproporre la famosa legge speciale per le isole minori. Infine, tra gli elementi positivi, facendo un piccolo sforzo, potremmo anche inserire la dichiarata consapevolezza dell’Assessore Bufardeci che il problema sia ancora lontano dall’essere risolto e l’impegno, da parte dello stesso Bufardeci, a recepire e supportare di fronte al Ministro le istanze di razionalizzazione che saranno elaborate dai sindaci. L’incontro all’ARS ha però fatto emergere anche alcuni segnali poco rassicuranti. Inizierei dal fatto che soltanto dopo oltre 2 ore di discussione, sia stato davvero posto l’accento sul famoso scorporo della Siremar dalla Tirrenia; punto che figura al primo posto nel documento approvato dai 4 consigli comunali delle Isole Eolie. A mio modesto avviso, questo rappresenta il punto più controverso e sul quale sembra vigere ancora molta “confusione”. L’Assessore, per scorporo, intende la separazione dei problemi della Tirrenia da quelli della Siremar per concentrarsi sulle somme necessarie a garantire i collegamenti delle isole minori siciliane. Questa linea, ovviamente confermata dai Direttore Falgares e dalla funzionaria al ramo, Dott.ssa Severino, che senza tropi giri di parole parlano di bando pubblico per l’assegnazione di servizi da integrare a quelli già appaltati a NGI e Usticalines, sembra essere già stata recepita da altri come, ad esempio, il Comune di Pantelleria che nella propria mozione, non solo non parla di scorporo, ma chiede esplicitamente che si proceda alla gara di evidenza pubblica in ambito comunitario per l’assegnazione dei servizi. Altro aspetto poco rassicurante, sempre connesso allo scorporo, che sembra essere diventato una costante nelle dichiarazioni del Vicepresidente Bufardeci, è il continuo richiamo alla presunta impossibilità da parte del Ministro Matteoli a concedere una proroga superiore ad un anno. Mi sembra, pertanto, evidente che grossa attenzione dovrà essere posta nella stesura di quell’ordine del giorno che il 19 sarà oggetto di discussione all’A.R.S. e che il 20 potrebbe costituire l’ossatura attorno al quale sviluppare il tavolo tecnico di Roma alla presenza del Ministro.
*Presidente della federalberghi delle Eolie
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10:43
Scritto da : vivaleolie
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